La storia di come sono passato da Atleta Ansioso ad Atleta Vincente

Sono Filippo Capostagno ed ho 20 anni. Ho iniziato a praticare sport già dall’età di 5 anni e da allora non ho più smesso.

Allenarmi, mettermi in gioco, gareggiare, migliorarmi sono le cose che mi fanno sentire più vivo.

Probabilmente anche per te è così, non è vero?

Negli anni ho fatto molte esperienze nel mondo dello sport, praticando attivamente soprattutto nuoto, karate, kung fu, ma più di tutti calcio e atletica.

Ormai da 7 anni sono un Atleta agonista marciatore delle Fiamme Gialle e durante la mia carriera sportiva ho vinto diverse gare di livello Nazionale, ho conquistato due volte il titolo il vice-Campione Italiano, altre tre quello di Campione Regionale e ho già preso parte ad una gara Internazionale, indossando la maglia Azzurra nella Coppa Europa a Podebrady (Repubblica Ceca) nel 2021.

Per ottenere questi risultati la componente mentale è stata determinante ed ora ti spiego il come ed il perché!

  

COME SONO ARRIVATO FINO A QUI?

Da questa prime righe di presentazione potresti esserti fatto l’idea di un atleta sicuro di sè, in grado di raggiungere i traguardi che si prefigge, senza tanti problemi, senza ansia nè paura… 

…ed in effetti oggi sono molto soddisfatto della mia capacità di allenarmi e gareggiare senza permettere all’ansia (che è normalissima, per tutti!) di sopraffarmi e rovinarmi la performance.

Il punto però è che non è sempre stato così.

Ho praticato calcio agonistico per 5 anni: quando era il momento di scendere in campo, mi sentivo sopraffatto dall’ansia e non riuscivo quasi mai ad esprimere il mio vero potenziale.

Era frustrante!

In allenamento giocavo bene, ma arrivato alla partita mi sentivo come bloccato a terra.

Anche il primissimo periodo di atletica è stato molto difficile. L’ambiente era nuovo, i gesti tecnici erano nuovi e difficili da apprendere, così i primi risultati sono stati abbastanza deludenti, almeno per me.

Non mi vergogno a dire che in una delle prime gare, tra ansia ed inesperienza, sono anche arrivato ultimo.

Quella sconfitta mi ha aiutato più di molte vittorie: mi ha fatto capire che era necessario cambiare. Cambiare sì…ma cosa? Come?

ECCO COSA HO FATTO PER CAMBIARE

In effetti, mi ero stufato di non riuscire ad esprimermi come volevo. Desideravo migliorare e raggiungere grandi traguardi…o almeno i traguardi che sapevo alla mia portata!

Il punto è che proprio in quel periodo ho capito che le sole capacità tecniche e fisiche non bastavano.

Per diventare un Atleta realmente vincente era necessario allenare e sviluppare la componente Mentale.   

Per la verità, mi ero sempre interessato alle tecniche per il miglioramento personale, ma in quel periodo mi misi d’impegno per formarmi in maniera sistematica e strutturale, studiando moltissimi libri e partecipando a corsi specifici in materia di mentalità vincente nell’attività sportiva.

Studiando e soprattutto mettendo in pratica le tecniche più avanzate di allenamento mentale specifiche per lo sportivo, già nel giro di pochi mesi verificai su me stesso l’efficacia, per certi aspetti persino sbalorditiva, di questi metodi. Ma il meglio doveva ancora arrivare…

Infatti, nei tre anni successivi ottenni risultati sempre migliori e quando tutto sembrava andare nel verso giusto, ad inizio 2020 scoppiò la pandemia da Covid 19.

 

COME HO AFFRONTATO LA PANDEMIA

Come ricorderete tutti, il primo anno di pandemia fu caratterizzato da una serie di esperienze traumatiche per tutti, ma forse la più tremenda per uno sportivo agonistico è stata quella di ritrovarsi all’improvviso chiuso in casa per mesi e non potersi allenare in pista col proprio allenatore e i compagni.

Posto che mi sono sempre allenato in maniera intensa e disciplinata, in questa situazione così particolare sono state soprattutto le metodologie di allenamento mentale che mi hanno permesso di sfruttare al meglio questa situazione in cui tutti siamo precipitati.

In effetti, fondamentalmente mi sono trovato di fronte ad un bivio: smettere di allenarmi seriamente oppure inventarmi delle modalità di allenamento efficace, compatibile con le regole imposte dall’emergenza sanitaria.

La mia mente si è subito focalizzata sulla soluzione e non sul problema!

Così, ho passato tutti i mesi del lockdown a fare allenamenti giornalieri molto difficili dal punto di vista fisico e mentale: decine di km sul tapis roulant oppure sulla stradina sotto casa mia, senza nemmeno potermi allontanare troppo.

Avevo un obiettivo e stavo facendo di tutto per raggiungerlo! L’allenamento mentale mi ha aiutato molto nel conservare alta la motivazione e nel mantenere il focus sulle cose positive.

 

LA SVOLTA!

Come andò la prima gara dopo i mesi di lockdown? 

 

Dopo mesi di lockdown finalmente si torna a gareggiare. Tra chiusure e riaperture siamo giunti agli inizi di settembre 2020: non vedevo l’ora di scendere in pista!

Con queste premesse era normale che la maggior parte degli atleti avesse comunque un gap di allenamento e pertanto, direi quasi giustamente, la maggior parte dei partecipanti a quella prima gara non si aspettava grandi prestazioni…tranne me!

Infatti, io mi ero allenato davvero duramente, paradossalmente molto più del normale, sia fisicamente che mentalmente e non vedevo l’ora di mettermi alla prova.

Si trattava di una distanza breve, 5.000 metri, ma nella marcia questa distanza può essere insidiosa perché è molto veloce e non permette grandi tatticismi: o sei preparato e marci come un treno oppure…non lo sei!

Appena lo starter ha sparato per dare il via, ho avvertito le mie gambe girare ad un ritmo nuovo, mai sperimentato prima, ma soprattutto mi sentivo rilassato, sicuro (non del risultato, ma che avrei sfruttato fino all’ultima fibra il mio potenziale aerobico e muscolare), già soddisfatto, grato. Poi, quando ho messo il petto sulla linea del traguardo ho visto con stupore di aver migliorato il mio personale sulla distanza di ben oltre un minuto! Non credevo ai miei occhi (ma al cronometro sì!)

Intendiamoci, ero perfettamente consapevole del grande lavoro che avevo fatto e per cosi tanti mesi, ma ero ancora incredulo di quello che per me era un grandissimo risultato.

Quel giorno ho avvertito chiaramente dentro di me che ero già diventato l’Atleta che volevo essere: non certo nei risultati, che essendo molto giovane avrebbero dovuto per forza di cose migliorarsi ancora nel tempo, ma perché avevo finalmente capito la chiave dei meccanismi mentali che ci spalancano le porte della migliore versione di noi stessi.

Avevo capito, una volta per sempre, che l’allenamento mentale non è solo uno dei tanti metodi che aiutano una atleta a migliorarsi: il Mental Training è la chiave che spalanca la porta su un Atleta del tutto NUOVO, un atleta che può scoprire dentro di sé, con stupore, IMMENSE RISORSE MENTALI e FISICHE che non sospettava nemmeno di avere.

Il mio atteggiamento, nel breve volgere di quella veloce gara, si era completamente evoluto ed ero riuscito ad affrontare la prova nel migliore dei modi.

 

PERCHÉ OGGI SONO UN MENTAL COACH CERTIFICATO

Ero rimasto sbalordito dalla potenza di allenare la mente ed è stato naturale intensificare lo studio e l’applicazione di  questi argomenti, finalizzandoli scientificamente e formalmente per diventare alla fine un Mental coach certificato e potere così aiutare anche altri atleti. 

Ho sperimentato e provato a riadattare tutte le nuove tecniche che apprendevo per verificarne l’efficacia su me stesso, notando per esempio che alcune tecniche erano utilissime nel breve termine, mentre altre avevano bisogno di essere applicate con costanza per cominciare a produrre effetti significativi. Ho selezionato le cose più efficaci e sistematizzato il tutto, in modo che fosse il più possibile semplice e replicabile. Ho creato un Metodo!   

Ad ogni modo una cosa mi è stata subito chiara: volevo portare più atleti possibile al loro massimo livello, perché ero diventato pienamente consapevole che con le giuste conoscenze e applicazioni questo è davvero possibile!

Oggi penso che vedere gli atleti migliorare grazie al mio metodo vale come una medaglia d’oro!